di Fabio Massimo Nicosia
In fondo, il rapporto tra lo scienziato e la realtà è analogo a quello del caricaturista o del cabarettista, i quali la deformano attraverso artifici comunicazionali a mero fine di intrattenimento, attraverso la continua produzione e riproduzione delle cosiddette bolle mediatiche, ricostruzioni appunto del tutto fantasiose di un mondo dei fatti che nessun giornalista davvero conosce, se non in minima parte e quella minima parte pressoché interamente, di solito, per sentito dire, per cui abbiamo assistito a scene di collegamenti video a redazioni, nel corso dei quali potevamo constatare che l’attività giornalistica di quegli impiegati di concetto era fare… ricerche su internet!
Una particolare degenerazione
antiscientifica nel senso del fattoide si riscontra forse nemmeno di più nel
mondo del giornalismo politico che non nell’universo sportivo; sono fenomeni
che meritano di essere segnalati a futura memoria; accennerò appena al caso di
Jorginho, giocatore della Nazionale italiana ampiamente sopravvalutato,
arrivato terzo al concorso “Pallone (gonfiato) d’oro” del 2021, pur dopo tre
rigori consecutivi sbagliati, dato che il mondo giornalistico europeo si
sentiva pur in dovere di assegnare un riconoscimento all’Italia, in quanto
vincitrice del campionato europeo. Dirò di più, invece, da tifoso interista,
del caso di Brozovic, il quale davvero da anni costituisce oggetto di
un’animata bolla mediatica propagandista, che ne ha costruito un personaggio
pubblico, dai contorni lontanissimi dalla realtà, per cui gli si assegnano
caratteristiche tecniche, al di là delle qualità, che egli nemmeno lontanamente
possiede.
Cross nella propria area, passaggi indietro al
portiere con i compagni avanti liberi, palle velenose perse al limite dell’area
della propria squadra, eppure secondo i giornalisti e i telecronisti ci
troveremmo innanzi a “uno dei più grandi centrocampisti oggi in Europa”,
“all’unico giocatore di autentica personalità dell’Inter”; oppure,
quando egli manca per infortunio dalla partita, immancabilmente il telecronista
dirà: “Si sente proprio che manca Brozovic, la sua fantasia, la sua visione
di gioco, le sue aperture illuminanti”, tutti asserti del tutto sforniti di
riscontro nella realtà -o quantomeno in ciò che io personalmente vedo, o
come io personalmente interpreto il suo gioco-, al punto che alcuni dati,
però, possono anche ritenersi oggettivi: ad esempio, oggi il consueto
telecronista di regime ha affermato quanto segue: “Si vede che manca Brozovic
con tutti i suoi rifornimenti alle punte”: ora, al di là di qualsiasi
interpretazione estrema e solipsistica dei fatti, è dato oggettivo certo che
Brozovic, nel corso di questo campionato, non ha mai offerto un assist alle
punte che sia uno. E allora vien da chiedersi se, in casi come questi, più
che Nietzsche o Feyerabend non si debba invocare il codice penale, dato che qui
ci troviamo chiaramente di fronte a manovre di alterazione e turbativa dei
mercati, volgarmente, per tenere in piedi il valore di un giocatore scarso per
farsi amica la società di calcio, che in questo caso è l’Inter, mentre altre
volte sarà un’altra, per non dire che a volte frasi simili si sentono
addirittura con riferimento a una chiara cosa inutile come Roberto Gagliardini.
Ma anche tale profilo è rilevante ai nostri fini, dato che con tale argomento
si entra nel campo della sociologia della scienza, e quindi su tutti gli
interessi economici e finanziari che incidono sulle affermazioni pubbliche di
scienziati e scienziati cosiddetti, come abbiamo visto negli scorsi due anni
con la famosa compagnia di giro dei giullari e saltimbanchi televisivi in
camice bianco, davvero vergogna inemendabile del nostro pavese.
A parte tali divagazioni per celia, resta un punto
fondamentale e determinante dell’empirismo afairetico-costitutivo, e qui
diviene fondamentale il costitutivo, che nutre di ulteriori carichi
l’epitome nietzscheana; e cioè che l’interpretazione -si pensi alla
formulazione di un giudizio etico con riferimento a un determinato evento-
prevale di necessità e di gran lunga sul “fatto” supposto oggettivo, per la
decisiva ragione che non esiste percezione di fatto o evento, o di alcunché che
abbia a che fare con la vita e con la materia, che non sia immediata e
diretta interpretazione soggettiva del fatto e dell’evento; vale a dire
che, mentre percepisco, sto interpretando quanto sto percependo,
riconducendo il percepito nella direzione di una quantità incommensurabile di
elementi sussuntorei e di categorizzazione a raggera, e non è nemmeno possibile
ipotizzare che possa avvenire altro che questo; ciò significa che, posto un
fatto reale, “oggettivo”, sottostante, ciascuno di noi, attraverso la
propria immancabile interpretazione soggettiva, costruisce un derivato
della realtà, che è res altra dalla realtà stessa, e segue regole e
andamenti propri e diversi rispetto a quella realtà oggetto di interpretazione;
tal per cui, noi poi si discute opponendo la mia interpretazione alla tua,
ciascuno magari in buona fede convinto della giustezza della propria, ma in
guisa tale che ciò autorizzi a fare altrettanto agli strategici e ai‘n
malafede, e in ogni caso dalla discussione emerge una bolla, che talora
infatti scoppia, ed è sulla bolla che poi si costruisce “la realtà sociale” e
tutto il discorso pubblico attorno alla “realtà sociale”: quando la bolla
scoppia, muta il paradigma ermeneutico e, nei casi più fortunati, si procede per
rivoluzioni o collassi, mentre in quelli sfortunati il conflitto è
irrimediabile, senza che si possa davvero dire ove stiano le ragioni e i torti,
almeno sulle cose più importanti, dato che ognuno a ragione potrebbe invocare
lo stato di necessità per imporsi, ma sempre sulla base del proprio modo di
vedere le cose; sicché, stante l’impossibilità di essere sicuri di trovarsi di
fronte un giudizio sincero, l’unico giudizio etico che si può formulare è
quello relativo alla buona fede degli attori, salvo che questa è sua volta solo
intuibile, non essendo penetrabile il foro interno, fatto
salvo che la storia insegna che talora sarebbe stato meglio che avessero
trionfato quelli in malafede sugli stupidi in buona fede.
Nessun commento:
Posta un commento